sabato 5 aprile 2008

fortuna

« O Fortuna,
velut Luna
statu variabilis,
semper crescis
aut decrescis
rota tu volubilis »

Fortuna è una figura della mitologia romana, era la dea del caso e del destino.
Fortuna era una divinità antica, forse precedente alla fondazione di Roma, anche se i romani ne attribuivano l'introduzione del culto a Servio Tullio, il re che più fra tutti, fu favorito dalla Fortuna, alla quale dedicò ben ventisei templi nella capitale.
La Fortuna era una dea dal carattere doppio, ma sempre positivo (altrimenti si parlava di Sors, la sorte): uno intraprendente, cioè che aiutava a far andare bene le imprese, uno erotico (per il quale è rimasto il detto 'essere baciati dalla fortuna').

da Wikipedia

il canestrello



Benji il primo giorno...20 giugno 2004...ancora prima di arrivare a casa.... era sconvolto dal viaggio, e forse anche dalla nuova padrona...però era davvero bellissimo sto stronzino.... che mi ha fregato col suo musino dolce dolce!














tempo due settimane aveva già le orecchie giganti di oggi...ma immaginatevele sul corpicino ancora piccolo piccolo... guardate qui come era ancora bellissimo, anche se le orecchie iniziavano già la loro crescita vertiginosa!












anche se tutti lo prendete in giro, lui è il mio amorinooooooo
come farò senza di lui per 4 mesi???



basta l'allenamento?

anche il Corriere ne parla... e dato che siamo in tema, e ho anche quasi scatenato una diatriba tra fratelli, leggete cosa dice questo monaco duddista.
vi copio e incollo le parti più interessanti... perchè non riesco a far funzionare il link! ehehehe

L'uomo più felice del mondo:

«Il segreto? Allenarsi»

Matthieu Ricard, 62 anni: ha lasciato la carriera per diventare monaco buddista. «La serenità è una scelta»

MILANO — L'uomo più felice della terra è un monaco buddista di 62 anni piuttosto alto, ironico e molto impegnato (segue 30 progetti umanitari in Tibet, in Nepal e in India). A 26 anni ha buttato all'aria il dottorato in genetica cellulare all'Istituto Pasteur di Parigi per cercare la sua strada in Himalaya. Oggi è uno dei consiglieri del Dalai Lama. E gli scienziati dell'Università del Wisconsin che hanno studiato le sue onde cerebrali hanno sentenziato: «È l'uomo più felice della terra». Decisamente Matthieu Ricard ha trovato la sua strada. Impossibile, incontrandolo, non partire da qui.

Che cosa dobbiamo fare per essere felici?
Se l'aspettava. Sorride con gli occhi e risponde con tono gentile: «Istintivamente riponiamo tutte le nostre speranze nelle condizioni esteriori. Non è sbagliato. È normale anelare a una vita lunga, in salute, in un paese libero e democratico. Ma è fondamentale che ci concentriamo sulle condizioni interiori. Perché la felicità non è una successione fortunata di eventi felici, ma è un modo di essere ottimale che ci dà le risorse per gestire ciò che ci succede. La strada per arrivarci è l'allenamento dei nostri sentimenti migliori: l'altruismo, la compassione, la pace interiore. Ed è anche la liberazione progressiva dalla collera, dalla paura, dalla gelosia, dall'orgoglio».

Facile in un monastero. Difficile da praticare tutti i giorni con il capo, l'amica o il vicino di casa.
«A maggior ragione in un mondo caotico è importante cominciare a trasformare dentro di noi. Con un po' di sforzo e tanta pratica. Come si dedicano molti anni alla formazione culturale e professionale, così dobbiamo darci del tempo per trasformare noi stessi ».

Come «allenarci», per esempio, quando ci sentiamo provocati in ufficio?
«Con il contagio emozionale. Cioè rispondendo con un atteggiamento sinceramente positivo e aperto. L'aggressività di quel collega, alla fine, si smorzerà. Il che non significa essere passivi e subire. Vuol dire scegliere lucidamente di non litigare».

Esiste una felicità del falegname, del panettiere, del manager?
«No. Le componenti fondamentali della felicità sono le stesse per tutti, come quelle dell'infelicità: bontà, generosità, apertura al prossimo; e malvagità, gelosia, egoismo».

Che senso ha fare ricerca interiore mentre i popoli sono sconvolti da guerre e povertà? Non sarebbe più utile agire concretamente?
«Potremmo domandarci, allora, a quale scopo costruire un ospedale. Non dovremmo sbrigarci e operare per strada chi è ferito? Eppure, quando l'ospedale è finito, sarà un mezzo molto più potente per prestare soccorso. Allo stesso modo non c'è nessuna guerra che non cominci con dei pensieri di odio, di collera e di competizione. Se cominciamo a trasformarli a livello individuale, forse si può evitare la guerra».

giovedì 3 aprile 2008

felicitàààààààà

La frase più bella della giornata è stata: “Si, sono felice, ma lo sono sempre stato, solo che non me ne ero mai accorto”.

Cavolo… forse vale davvero così per tutti??? Basta fermarsi a pensare e dirselo, “si io sono felice!”???
Che poi… la felicità da cosa deriva? Forse siamo davvero arrivati al punto di stare bene solo quando non stiamo male…cioè il piacere dato dalla cessazione del dolore, che è condizione esistenziale dell'uomo... si ok, ovvio è Leopardi, però questo discorso mi ha sempre affascinata… c’è qualcosa che può dare tanta felicità nonostante ci siano anche dolori? Qualcosa che dia la felicità e il piacere puro, fine a se stesso… secondo me si, perché sono una persona innamorata e so che se questo post lo scrivessi domani, lo penserei.. magari stasera no.

Il problema credo sia farsi condizionare dalle cose esterne… siamo felici quando succede qualcosa di bello, quando qualcosa ci fa sorridere… serve sempre un appoggio… non so se mi capite… non si è quasi mai felici perché lo si sente e basta.
Forse chiunque potrebbe essere felice, pensando che c’è sempre peggio al peggio; per cui bisognerebbe solo rendersi conto che la propria situazione non è poi così male se comparata a quello che ancora potrebbe succederti… o a quello che certa gente purtroppo deve davvero affrontare… e forse questo pensiero ti fa stare ancora più male, in quanto ti senti una merda egoista a vedere tutto nero quando c’è chi rischia molto di più. Almeno questo è quello che succede alle biondine malate come me.

Comunque è assurdo che una persona più piccola di te ti stupisca così tanto con una frase che alla fine se ci pensi, è davvero l’emblema della semplicità…
Però io la via d’uscita ancora non la trovo… come si fa a convincersi di essere felice, dirselo e basta, e sentirsi così?

Per ora, in questa triste milano…l’emblema rimane lui!!! eheheheheh

mercoledì 2 aprile 2008

dlin dlin

il limbo

è ufficialmente aperto il count down... e inaugurato "il tempo del limbo"!!!
quel periodo in cui avresti un sacco di cose da fare... ma nessuna voglia perchè ormai la tua testa è già avanti di 19 giorni ed è già a NY...
questo è il periodo peggiore, è come avere la nutella nella credenza, ma troppo in alto, e non avere la sedia per arrampicarsi ed arrivare a prenderla! sai che potrai gustartela perchè è li, c'è, ma ancora non è il momento...insomma una sofferenza...
la mia camera ormai è un devasto... con la scusa che tanto dovrò fare la valigia, è da un mese che il mio armadio fa fatica a chiudersi e che la mia scrivania ha sopra una montagna di carte e libri...
saranno 19 giorni davvero lunghi.... dovrei ringraziare il lavoro dei tg che mi aiuterà a passare tutto questo tempo??? mah.... direi di no!

non resta che aspettare... e data la mia pessimistic view of life... e sperare!

cioccoBata!!!



cioè vi rendete conto??
questa associazione... scarpe-cioccolato... a qualcuno potrebbe sembrare disgustoso, a me invece sembra un'idea fantastica!!! poter mangiare la cosa che mi piace di più, della forma del capo di abbigliamento che adoro più al mondo!!!
eh eh lo so sono malata...
però ciccina, perchè quando c'eravamo noi al Bata, ste cose mai???
uffa....
è che senza i nostri mega stipendi con un botto di ore di straordinari nella stagione della "gerholiday"... adesso il bata è ricco e può spendere per queste cagate!!!